La sera prima

La Caccia non è solo uccidere, è cultura, tradizione, un rito … E’ tanti piccoli gesti, tanti piccoli momenti, piccole azioni che messe insieme danno vita a qualcosa di magico.

Uno dei momenti più belli è per me “la sera prima”, la sera che precede una giornata di Caccia. E’ chiaro che non ci sono vigilie tutte uguali: c’è quella che riguarda l’apertura, carica di adrenalina e buoni propositi; c’è quella che anticipa l’ultimo giorno di Caccia, caratterizzata da malinconia e stanchezza…c’è la sera prima di una giornata d’Ottobre…insomma ognuna ha la sua caratteristica ed è speciale a modo suo. Tra le tante non posso non ricordare quelle vissute da bambino, quelle di quando assillavo mio padre per “andare a preparare le cartucce”.

Ricordo che ci mettevamo per terra ed ognuno aveva il suo gilet; lui lo riempiva con le cartucce, io lo riempivo con l’aria! Il mio momento sarebbe arrivato il giorno dopo quando, una volta sparato, prendevo i bossoli e li mettevo nell’apposito alloggio del mio gilet dopo averli odorati. Chi non ricorda quel profumo? Col tempo le operazioni che caratterizzano il rito de “la sera prima” sono cambiate. Superato il periodo di quando ero bambino, arrivò il momento in cui nel gilet iniziai a mettere gli zirli, i fischietti ed i richiami a vite per le allodole, le forbici ed i laccioli. Crescendo, ma non avendo ancora la licenza, dovevo pur rendermi utile in qualche modo! Era una sensazione bella ma frustrante allo stesso tempo. E’ come se sai che domani dovrai giocare una finale e sei pronto, allenato, carico, ma sei perennemente squalificato; puoi solo sperare che i tuoi compagni facciano bene e partecipare alla foto di rito con la Coppa a fine partita… Tuttavia il tempo passa, ed anche per me arrivò “la sera prima” della mia finale con l’unica differenza che stavolta l’avrei giocata davvero! Era il 9 Ottobre di qualche anno fa… ricordo tutto: il mio primo fucile, le mie prime cartucce “intere” da mettere nel gilet, la mia cartucciera ed il mio piccolo coltellino, con il quale fino a quel momento avevo ingannato il tempo nelle lunghe attese tra una fucilata e l’altra di papà. Ecco, quella forse è stata “la sera prima” più emozionante, non la più bella (quando sai che l’indomani andrai fuori a Caccia, la sera prima vai al letto sempre felice!)

Oggi il rito non è cambiato! Tuttavia sono cresciuto, quindi altra testa, altra autonomia ed altre esigenze ! Resta comunque un momento magico… la preparazione dei vestiti, la scelta delle cartucce, il dilemma del posto dove andare ed i dubbi su come sarà la giornata e poi… le domande senza risposta della serie “ci sarà qualcuno?” “come sarà la strada dopo la pioggia?” Insomma un misto di gioia ed angoscia che solo lo scricchiolio della legna che arde nel camino può mitigare. C’è tuttavia un problema che non ho mai risolto e che forse (forse…) solo la vecchiaia mi darà una mano ad eliminare: il terrore di non sentire la sveglia.

Vi è mai capitato di svegliarvi la mattina ed è già giorno fatto? Una sensazione di fallimento, delusione e rabbia! Ad essere sincero mi è capitato poche volte, da ragazzo mi rovinavo le giornate nel vero senso della parola, oggi capita raramente e la prendo con filosofia: cambio programma e scelgo un posto più vicino, magari un posto da battere camminando rinunciando al mio amato “spollo”, chissà come sarà tra qualche anno!

Difficile immaginarlo magari la sveglia neanche la metterò più chissà! Sicuramente il rito de “la sera prima” rimarrà sempre quello!

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