Probabilmente più di qualcuno troverà questo scritto buffo e forse fuori luogo, quasi esagerato. Non è che mi interessi molto onestamente anche perchè a questo piccione (si, parliamo di un piccione che aveva un nome ecc…) ero molto legato.

Gilles è stato uno dei volantini più forti che abbia mai avuto, difficile che riuscirò mai a farne un altro cosi. Ne ho avuti tanti bravi e meno bravi, ne ho tanti, ma questo è stato indubbiamente uno dei più forti che, purtroppo, ho perso troppo presto per colpa di un falco pellegrino che decise di farne la sua colazione (...a Gilles dedicai anche il mio primo post su Instagram nel Gennaio del 2018…).
Piccola premessa… tutti i piccioni che ho hanno un nome, tutti i loro nomi sono legati a due delle mie tante passioni: Calcio & Storia della Francia Napoleonica. Ecco quindi che nella mia voliera potete incontrare Bati, Euro, oppure Benoit e Regine. Un tempo c’era anche Gilles.
Era settembre e ci trovavamo sul capanno per fare qualche ritocco in vista della stagione che ormai era alle porte. Avevo portato con me quattro piccioni come sono solito fare, due vecchi e due giovani da far volare a coppie alternate; in più una ribaltina utile a farli rientrare.
Gilles era uno dei vecchi ed aveva già tre stagioni sulle spalle, avevo deciso che lo avrei fatto volare in coppia con un piccioncino più giovane in modo tale che potesse fargli vedere quale sarebbe stato il suo ruolo in quel posto a lui ancora sconosciuto.
Dopo un’oretta di fermo sul posatoio durante la quale i due finirono praticamente tutto il girasole che gli avevo messo, decisi che era arrivato il momento di farli volare. Mandai prima Gilles e subito dopo il giovane che lo seguì a ruota.
Belli, perfetti insieme, un bel giro lungo e di nuovo sul posatoio.
Non andò così la seconda volta.
Dopo una ventina di minuti ripetei il tutto, prima Gilles, poi il giovane. Giro identico, lungo e pulito ma, quando erano sulla “strada del ritorno” (finito il giro e ripresa la direzione del posatoio per capirci…), accadde una delle disgrazie più grandi che possano capitare a chi addestra piccioni.
Successe tutto in un attimo…
Mentre Gilles si trovava ad una ventina di metri dal posatoio, arrivò un falco pellegrino in picchiata, una frazione di secondo e giù: nuvoletta di penne e piccione che sparisce tramortito tra il verde degli alberi…
Non ebbi neanche il tempo di aprire bocca per urlare che il giovane si spaventò e non rientrò sul posatoio ma lo scartò e tirò dritto…a quel punto il falco, non contento, si mise sulla sua traiettoria fino a che non sparirono insieme dietro le fronde più alte delle piante che erano attorno al capanno per non ricomparire più.
Ero incredulo, in meno di dieci secondi avevo perso due piccioni ed uno di questi era il più forte che avevo.
Scesi di corsa dal capanno e cercai di recuperare Gilles ma non lo trovai, lo cercai anche il giorno seguente ma nulla, guardai anche sugli alberi pensando che potesse essere rimasto incastrato con il laccetto che usiamo per rendere i volantini ben visibili ma non ci fu verso; lo stesso fu per il giovane.
Quanto ho pianto quel giorno! Era una cosa che non mi era mai successa e rimasi scioccato! Chiamai subito un amico con tanta esperienza al quale raccontai tutto e mi disse che “un doppio attacco non si era mai sentito!” (…che culo eh?!).
E’ passato qualche anno da quell’esperienza, è ricapitata diverse volte, ho imparato a mie spese che purtroppo fa parte del gioco e non è che ci si possa fare molto! Sono arrivato anche a pensare che i rapaci non hanno colpe, si comportano da rapaci! Oggi tuttavia quando alleno i piccioni porto sempre con me una pistola giocattolo (quelle di libera vendita) che fa solamente il botto, la uso per spaventare eventuali falchi presenti in zona e devo dire che è un bel deterrente!
Non ha salvato Gilles, ma tanti suoi eredi si!