Scacco alla Regina!

No, la Regina non era lei, ma Lei, la Tortora (Streptopelia Turtur), probabilmente quello che è stato il mio selvatico preferito. Già! Parlo al passato, non credo ritorneranno mai le preaperture di una volta cariche di adrenalina e piene di magia.

Ebbene, per quella preapertura si trattò davvero di uno scacco matto, bello e per un certo senso inaspettato. Quell’anno le campagne intorno casa erano piene di girasoli e piene di cacciatori che avevano iniziato a bivaccare ai bordi dei campi già dalle due settimane che precedevano la preapertura.

Erano i primi anni di licenza e l’entusiasmo era alle stelle (non che oggi non lo sia…) ma in quell’occasione sembrava non ci fosse davvero nulla da fare; tante, troppe macchine e troppi cacciatori accampati e di ritagliarsi un posticino non se ne parlava minimamente.

Decisi allora di ripiegare su un posto al quale non avevo mai dato fiducia, almeno per quel che riguardava la preapertura e fu li che imparai una cosa nuova come si suol dire! Il campo che avevo adocchiato era un medicaio giunto alla fine dell’estate completamente spoglio dopo i vari tagli che erano stati fatti a partire da Maggio. Sul campo c’erano solo polvere e quel che restava di qualche filo d’erba medica, giallo e seccato dal sole.

Ai bordi del campo erano presenti i cardi, tanti cardi secchi, alti quasi due metri e fu in quel momento che appresi che le tortore amano i loro semi. La mia attenzione fu catturata da una tortora che, dopo una brusca virata, si posò sicura al bordo dei cardi. Incuriosito mi avvicinai e con grande stupore vidi che se ne alzarono in volo diverse e con una certa tranquillità.

Piccola parentesi: all’epoca non c’erano tutti i “graziosi pappagallini” che vediamo oggi e le tortore avevano da mangiare semi di cardi in abbondanza! I pappagalli infatti, così come la tortora, amano mangiare i semi di questa pianta ma lo fanno in un periodo diverso! Lo fanno quando ancora sono verdi e quando i cardi hanno il fiore viola ben visibile, ne consegue che la tortora, che predilige mangiare i semi quando sono ormai secchi, non trova nulla! (“Ah i graziosi pappagallini”…)

Torniamo a noi… vedere tutte quelle tortore banchettare in un posto cosi isolato provocò in me gioia e stupore e decisi che quello sarebbe stato il posto in cui avrei fatto la preapertura con papà. C’era tuttavia un piccolo problema, mancavano solo due giorni alla preapertura e non potevo rischiare che quel posto venisse occupato da altri che, come me, andavano in cerca di fortuna non avendo trovato spazio nei girasoli.

L’incoscienza della gioventù trovò la soluzione al problema! Il piano prevedeva che la mattina fossi io in solitaria a sorvegliare il campo ed il pomeriggio mi raggiungesse mio cugino (all’epoca “Gabrielino”, oggi “Gabrielone e padre di famiglia”) con il quale ingannavamo il tempo giocando a scacchi! (…ora forse vi è più chiaro il titolo del racconto!). Per la notte avevamo deciso che avremmo sorvegliato il posto solo in quella che precedeva la giornata di preapertura, la famosa vigilia per intenderci.

Quei due giorni passarono in fretta, le partite si susseguirono e, tra una vittoria ed una sconfitta, non ricordo chi dei due ne uscì alla fine vincitore! Ricordo solamente che lo Scacco alla Regina, vero, stupendo e quasi inaspettato, avvenne quella domenica mattina di un Settembre di tanti anni fa quando le tortore, probabilmente infastidite dalle tante teste appostate nei pressi dei girasoli, decisero che fosse meglio ripiegare sui semi dei cardi.

Che mattinata! Quante tortore e quante padelle! Fu davvero una giornata indimenticabile che si concluse solo nel tardo pomeriggio quando, dopo aver raccolto i bossoli e disfatto il nostro appostamento, riprendemmo la strada di casa. Fu una delle preaperture più belle dove, inutile negarlo, la fortuna mi diede decisamente una grossa mano.

…bei tempi!

Torna in alto