Bismuto sul campo

Durante il mese di ottobre ho avuto modo di utilizzare molto le cartucce caricate con pallini in bismuto e, in questo approfondimento, cercherò di scrivere tutto quello che ho notato sul comportamento di questa “nuova lega” che viene utilizzata per realizzare pallini da caccia.

Come al solito, affinché la mia opinione sul bando del piombo sia chiara evitando così di dare spazio ad inutili polemiche, devo precisare che il mio augurio è quello che le nostre cartucce continuino ad essere caricate con pallini in piombo per tanti altri anni ancora.

Allo stesso tempo tuttavia, mi piace essere schietto e diretto: avere l’opportunità di collaborare con grandi aziende, significa avere anche molte possibilità; avere molte possibilità significa poter crescere e fare esperienza e, per come la vedo io, trovo che condividere con altre persone questa esperienza sia d’aiuto un pò a tutti.

Comunque, come dico sempre: togliendo il “segui” alla pagina @stefcas_hunting puoi evitare di leggere e vedere quello che pubblico!

Passiamo ora alla pratica perchè siamo qui per questo.

Le cartucce che ho utilizzato sono state quelle prodotte da Nobel Sport con pallini dell’otto, del sei e del quattro; ho utilizzato un semiautomatico in calibro 20 con canna 67/***, i tiri sono stati effettuati tutti nel raggio massimo di 30-35 metri su colombacci.

Le cartucce utilizzate hanno tutte caratteristiche differenti ad eccezione della polvere, sono tutte caricate infatti con la Tecna della quale abbiamo già parlato in diverse occasioni. Ogni tipologia di cartuccia si differenzia dalle altre per la numerazione dei pallini (8-6-4), per la borra (dispersante, fibra, contenitore) e per le grammature (28, 27 e 30 grammi); sotto un piccolo riepilogo.

  • Bismuth Short Range – pallino numero 8, dispersante, 28 grammi
  • Bismuth Upland – pallino numero 6, fibra, 27 grammi
  • Bismuth Long Range – pallino numero 4, contenitore, 30 grammi

Per ovvie ragioni, quella che ho utilizzato di più è stata la versione Short Range; l’ho sempre messa come prima canna ed è quindi quella che ho avuto modo di tirare tutte le volte che ne ho avuto l’occasione (il mio assetto mattutino prevede spesso 8/6/6, la versione Long Range ho avuto modo di usarla meno).

Praticando la caccia con i richiami, spesso la prima fucilata viene tirata a distanze ravvicinate ed è qui che la versione “dispersante” si è rivelata spesso di grosso aiuto non facendomi sentire affatto la mancanza del piombo anzi, non ho notato nessuna differenza. Nella pulizia della selvaggina infatti, ho avuto modo di constatare che nel raggio di 15 metri grosse differenze col piombo non ce ne sono: le rosate trovate sui colombacci abbattuti con una cartuccia caricata con pallini in bismuto ed una caricata con pallini in piombo con le stesse caratteristiche sono praticamente identiche (sul mio profilo Instagram ho pubblicato varie foto in merito, le stesse foto evito di riproporle qui onde evitare di urtare la sensibilità altrui).

Per quanto riguarda la versione Upland caricata con pallini del 6, i colpi che sono andati a segno sono stati inferiori (sopratutto il secondo) ma qui, e chi pratica questa caccia lo sa bene, entrano in gioco diversi fattori…uno su tutti: tirare la prima fucilata su un colombaccio che viene al gioco non è facile ma neanche impossibile, il bello inizia quando, partiti i primi colpi, i selvatici iniziano in un primo momento a volare in modo rapido e scomposto mettendo a dura prova le nostre abilità, quando poi prendono “una via di fuga” il loro volo si stabilizza ed il tiro diventa “più semplice” (anche se con una distanza maggiore) ed è qui che ho avuto modo di notare che fondamentalmente non ci sono grosse differenze col piombo.

Come anticipato prima relativamente alla versione Long Range, non ho tirato un numero sufficiente di fucilate affinché mi potessi fare un’idea, spero di riuscire a rimediare in futuro.

Ma allora, le differenze col piombo ci sono o no?

Certo che ci sono! Altrimenti il bismuto non verrebbe classificato come “lega alternativa”! Le differenze le ho notate quando ho tirato la prima fucilata (pallino dell’otto, dispersante) a colombacci poco propensi alla curata oltre i 25 metri. In questo caso, vedendo l’animale andare via indenne, ho dato la colpa alla cartuccia sia per il fatto che fosse “dispersante” sia per il fatto che il bismuto è più leggero del piombo, d’altro canto però, posso dire che gli stessi tiri effettuati con un pallino del 6 sono andati a segno (…ecco perchè preferisco il sovrapposto! La possibilità di scegliere la cartuccia da sparare per me rimane fondamentale! Un colpo in meno, ma più qualità). Un’altra differenza che ho notato è la fragilità del pallino nel momento in cui colpisce una parte dura dell’animale ma questa è una cosa che già sapevamo e che già abbiamo analizzato!

I pallini ritrovati sui colombacci presentavano infatti aspetti differenti in base al punto di ritrovamento: quelli ritrovati ad esempio sul petto e che non erano arrivati all’osso, erano intatti; quelli invece ritrovati in prossimità di ossa (es: sterno, ali) erano frammentati! Questo a dimostrazione del fatto che non esiste un pallino in bismuto che si rompe ed uno che non si rompe: esiste un pallino in bismuto che prende una parte dura ed uno che non la prende.

Conclusioni.

Questo è quello che ho avuto modo di sperimentare direttamente sul campo durante il mese di ottobre su colombacci; non ho volutamente parlato di condizioni climatiche e di fucili specifici, non sono entrato nel tecnico e non ho considerato le padelle! Già, perchè quelle ci sono e fanno parte del gioco! Spesso diamo la colpa alla cartuccia ma a volte non possiamo mentire a noi stessi! A parte gli scherzi, questa è stata la mia prima vera esperienza col bismuto e, per vera esperienza, intendo tante fucilate quindi “tanti casi” da analizzare per avere modo di farmi un’idea. L’impressione finale è buona, tutto sommato positiva. Il bismuto non ha nulla da invidiare al piombo se spariamo a distanze accettabili, non posso dirvi come si comporta su distanze che vanno oltre i 30-35 metri ma questo perchè io evito per mia scelta di fare i “tiri della domenica”.

Domanda che faccio a me stesso: Consiglierei il bismuto come soluzione alternativa al piombo?

Se devo considerare il punto di vista della resa nuda e cruda, in assenza del piombo, la mia risposta è decisamente “SI”; se devo considerare l’aspetto economico, per quello che è il mercato adesso, direi proprio di “NO”. Rimango dell’avviso che per un migratorista i costi per questo tipo di munizioni restano ancora troppo elevati e che quindi, se non cambia qualcosa, probabilmente l’acciaio sarà quello che saremo costretti ad utilizzare.

A proposito di acciaio… è un’altra lega che nei prossimi mesi utilizzerò saltuariamente proprio per farmi un’idea di quello che ci troveremo davanti da qui a qualche anno sempre con la speranza nel cuore che arrivi il famoso “coupe de theatre” e che tutto questo sia servito solo ad arricchire il mio bagaglio personale.

Per ulteriori domande e curiosità, puoi contattarmi tramite il mio account Instagram (@stefcas_hunting).

Torna in alto